Appello per Bologna Open Government

Questo appello è rivolto a tutti i candidati sindaco di Bologna. E’ possibile firmare e sostenere l’appello scrivendo una email a
openbologna [at] gmail.com

 

Cari Candidati a Sindaco di Bologna,

Viviamo in un’epoca in cui si intrecciano profonde trasformazioni sociali, economiche e tecnologiche dagli esiti non del tutto prevedibili, e in questo intreccio Internet viene riconosciuto tra i diritti di cittadinanza e attraversa la normativa fino al Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD).

Abbiamo oggi l’occasione di creare un nuovo modello di governance con le persone e con la Rete anche attraverso le concrete opportunità di partecipazione ai processi decisionali offerte dalla tecnologia, in modo da valorizzare l’intelligenza collettiva e diffusa tipica della Rete.

Con questo appello vogliamo lanciare una sfida ai candidati:

Chi di voi condivide, accoglie e sottoscrive un accordo per rendere Bologna una città aperta, trasparente e partecipata?

Per fare questo, è necessario che una Pubblica Amministrazione guidata da politici lungimiranti si dichiari in favore dell’Open government (si veda il manifesto in 10 punti) e si riorganizzi per realizzare il suo coraggioso programma.

Il punto centrale è la messa a disposizione dei dati pubblici che sono un patrimonio costruito con denaro di tutti: la PA deve creare il dato, il resto del mondo ci crea valore per usi diversi a vantaggio della collettività. Il Codice della Amministrazione Digitale 2010 parla di dati “raccolti, conservati, resi disponibili e accessibili con l’uso delle Ict che ne consentano la fruizione e riutilizzazione”.

La trasparenza, l’accessibilità e il riuso dei dati pubblici sono condizioni e grande opportunità per aumentare l’efficienza amministrativa e l’innovazione socio-economica, per accrescere la partecipazione degli individui e la fiducia reciproca e nelle istituzioni.

L’Amministrazione comunale può così aprirsi ad un nuovo percorso che:

– coinvolga alla pari cittadini, associazioni, imprese e altri enti pubblici nei processi decisionali, costruendo un rinnovato rapporto di fiducia e credibilità anche attraverso la pubblicazione dei dati aperti online;
– incentivi la partecipazione dei cittadini come leva del cambiamento attraverso la maggior conoscenza dell’azione del governo locale e la co-progettazione della città del futuro
– offra a soggetti terzi (imprese, università, scuola e mondo del volontariato) opportunità per ripensare in modo strategico e sussidiario a servizi e attività produttive sul territorio, dando impulso allo sviluppo di conoscenze e competenze.

L’Open Government rappresenta il primo importante tassello all’interno di un’Agenda digitale locale, che ben si integra nella Digital Agenda europea.

Chi di voi si impegna a contribuire fattivamente alla progettazione di OPENBologna a cominciare dall’inserire questo tema nel Programma di Mandato?

Tutti i cittadini sapranno apprezzare un impegno concreto in tal senso, anche per le ricadute sociali, culturali ed economiche nella vita quotidiana.

OpenBologna: il progetto per la città di domani

Laura Sartori, sociologa, Università di Bologna
Annaflavia Bianchi, economista
Sandra Lotti, dirigente pubblica
Gabriele Bollini, urbanista, Università di Modena
Sergio Bonora, ingegnere
Bruno Simili, rivista Il Mulino
Giovanni Arata, giornalista e analista Internet
Michele D’Alena, consulente in comunicazione e blogger
Federica Lenzi, impiegata
Marco Santini, architetto
Fabio Carati, manager nell’area dell’innovazione e della tecnologia
Massimiliano Mazzanti, economista
Antonella Gamberi, educatrice
Ernestina Alboresi, giornalista
Fabio Vitali, Dipartimento di Scienze dell’Informazione UniBO
Daniel Stephens, amm. unico di Madrelingua srl
Roberto Vatalaro, fotografo
Marina Caporale, avvocato
Enrica Mancin, valutatore di progetti
Roberto Golinelli, economista
Paolo Bertossi, economista e restauratore
Silvia Matteucci, responsabile servizi Internet e intranet UniBO
Fabrizia Forni, responsabile Area economica CNA Bologna
Angela Soverini, economista
Andrea Margelli, economista
Marina Silverii
Marzia Zanardi, impiegata
Francesco Cossentino, economista
Leda Bologni, ingegnere
Laura Mancuso, insegnante
Lucio Picci, economista
Marco Spinedi, economista
Piero De Sabbata, ingegnere ENEA
Anna Maria Raimondi, economista
Francesco Cappai, studente
Piera Magnatti, economista
Loris Giorgini, chimico, docente universitario
Francesca Pasquini, economista
Anna Bassi, arredatrice
Tiziano Draghetti, responsabile Ambiente SEL Bologna
Roberto Grandi, Università di Bologna
Leda Guidi, dirigente pubblica
Marco Trotta, informatico
Michela Salizzoni
Elisabetta Chiavegato
Giovanni Palazzi, AD StageUp–Sport & Leisure Business
Giulia Madau, studentessa
Stefano Durì, impiegato
Virginia Gentilini, bibliotecaria
Flavia Marzano, libero professionista
Monica Albertoni
Andrea Zanni, bibliotecario
Gianluca Gardini, giurista, Università di Ferrara
Gianluigi Amadei, informatico
Lucia Mazzoni
Sergio Rinaldi, cuoco e tecnologo
Verdiana Bandini, Università di Bologna
Giuseppe Veltre, tecnico comunale
David Osimo, policy hacker
Letizia Melchiorre, studentessa
Cristina Boari, Università di Bologna
Luca Zanelli
Sandro Montresor, Università di Bologna
Daniele Tarozzi, dipendente Comune di Bologna – settore comunicazione
Alessandro Dondi
Stefano Kluzer, ricercatore indipendente
Oreste Pedrini
Patrizia Fariselli, Università di Bologna
Cristian Degli Esposti Boschi, CNR-IMM Bologna
Simone Ferriani, Università di Bologna
Dimitri Tartari, Public Policy Consultant
Maria Chiara Venturini
Marco Alvisi
Betta Papini
Filippo Taddei, economista
Cristian Vaccari, Università di Bologna
Gabriele Bernardi, Presidente Associazione Vitruvio
Alessandra Leonardi
Andrea Omicini, DEIS Università di Bologna
Ugo Reato, architetto
Luisa Andreoli, impiegata P.A.
Maurizio Marzari, psicologo
Rudi Ghedini, giornalista nella P.A.
Michele Colajanni, Università di Modena e Reggio Emilia
Beatrice Quattrini, impiegata
Mauro Sarti, giornalista, professore a contratto Università di Bologna
Stefano Rosanelli, Channelweb, imprenditore
Sergio Caserta, consulente d’azienda
Claudio Forghieri, giornalista
Roberto Righetti, economista
Valeria Bandini, mamma che lavora
Fabrizio Festa, musicista, Bologna
Rudi Fallaci, urbanista
Sandro Testoni, amministratore locale
Rita Finzi, manager industriale
Roberto Zarro, comunicatore pubblico
Piero Luisi, consulente e-government
Walter Vitali, senatore Pd
Matteo Vignoli, ricercatore, Università di Bologna
Massimo Fustini, funzionario pubblico
Maurizio Tarantino
Luca Zanelli
Paolo Gasperini, Università di Bologna
Pietro Disi, consulente aziendale
Fabio Nascimbeni, Menon Director

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Candidati sindaco che hanno risposto all’appello
Virginio Merola, candidato Partito Democratico (28/3/11)
Stefano Aldrovandi, candidato Lista “Stefano Aldrovandi Sindaco” (11/4/2011)
Daniele Corticelli, candidato “Bologna Capitale” (12/4/2011)

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5 risposte a Appello per Bologna Open Government

  1. Giuseppe Paruolo ha detto:

    Faccio presente che il programma di Virginio Merola già recita:
    “Proseguire lo sforzo di adozione diffusa del software libero nella PA. Rendere accessibili sul web i dati in formato aperto e in modo chiaro e leggibile, secondo i principi del manifesto dell’Open Government.”
    Rif: http://virginiomerola.it/2011/03/bologna-dellinnovazione-e-dei-diritti/
    Se ci fossero osservazioni o suggerimenti su ulteriori specificazioni del punto, sono benvenute.
    Ciao, Giuseppe

    • openbologna ha detto:

      Ça va sans dire, nel programma di Merola se ne parla.
      L’obiettivo dell’appello OpenBologna è sensibilizzare, allargare la base, entrare nel merito di temi complessi, lavorare in tanti, lavorare insieme.
      Un cordiale saluto
      Annaflavia e Laura

  2. Luca Zanelli ha detto:

    Tra i primi 5 atti della Giunta ci potrebbe essere l’adozione di una delibera che imponga di rendere pubblici tutti i dati in possesso dell’ente e delle aziende partecipate (sul modello dell’Open Government Directive – memorandum 8 dicembre 2009, Amministrazione Obama, USA).
    Subito dopo l’apertura di un tavolo per portare quest’azione a livello metropolitano, provinciale e regionale.

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